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lunedì 9 marzo 2009

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN DIDATTICA DELLA LINGUA E DELLA LETTERATURA ITALIANA

www.masterdidattica.it

Rilasciato dalle Università per Stranieri di Perugia e di Siena

Erogato per via telematica dal Consorzio interuniversitario ICoN Italian Culture
on the Net


Riservato a cittadini stranieri e italiani residenti all’estero

Il Master è finalizzato a fornire competenze teoriche e operative nell’ambito dell’insegnamento della lingua e della letteratura italiana a discenti stranieri, in particolare in relazione alla capacità di analizzare testi di varie tipologie, compresi quelli letterari contemporanei.

TIPOLOGIA DEL MASTER E DURATA

Master universitario di I livello, con erogazione blended. Il relativo Diploma viene rilasciato congiuntamente dalle Università per Stranieri di Perugia e di Siena.
L’erogazione on-line (con tutorato) si svolge attraverso un portale appositamente creato dal Consorzio ICoN (www.masterdidattica.it), con materiali didattici realizzati da docenti ed esperti concordati con il Consiglio Scientifico Didattico del Consorzio, e in particolare con i rappresentanti delle Università per Stranieri di Perugia e di Siena. Le settimane in presenza sono organizzate dalle Università per Stranieri di Perugia e di Siena ad anni alterni. La segreteria didattica on-line è a cura del Consorzio interuniversitario ICoN, mentre il rilascio dei Diplomi è curato dall’Università per Stranieri a cui afferisce il Direttore (o Presidente), che mantiene l’incarico per un anno. La durata del Master è annuale, con durata estendibile a 16 mesi.

REQUISITI DI ACCESSO – MODALITÀ DI SELEZIONE

Per accedere al Master è necessario essere in possesso di una laurea italiana o straniera, corrispondente ad almeno 180 CFU e attinente agli ambiti del Master (classe delle lauree in lettere o in lingue o equivalenti). Casi speciali di diplomi universitari potranno essere valutati da un’apposita commissione.
L’ammissione potrebbe essere sub condicione nel caso di particolari carenze da colmare prima dell’iscrizione al Master, secondo le indicazioni del CUN sui nuovi ordinamenti. È possibile chiedere al Consiglio scientifico del Master il riconoscimento parziale di CFU per esperienze formative già acquisite (max. 18 CFU). La selezione avverrà per titoli, che dovranno essere poi certificati secondo le norme in vigore per tutti gli iscritti ai Corsi erogati dal Consorzio ICoN. La Commissione giudicatrice sarà composta da membri del Consiglio del Master ed eventualmente da esperti segnalati dal Consiglio Scientifico Didattico di ICoN.
Ai candidati con conoscenza della lingua italiana come L2 è richiesta una certificazione almeno di livello C1, rilasciata da una delle università italiane accreditate.
Nel caso di mancato raggiungimento del numero massimo di iscritti, è possibile ammettere alla sola parte di didattica on-line del Master ulteriori iscritti, sempre comunque fino a un numero massimo di 30 per percorso. La partecipazione potrà consentire di ricevere un attestato di frequenza e, a discrezione del Consiglio scientifico del Master, e comunque previo superamento di una prova d’esame specifica, il riconoscimento dei CFU della sola parte svolta.

PROGETTO DIDATTICO GENERALE

Discipline: Didattica delle lingue moderne, Didattica dell’italiano, Linguistica italiana, Sociolinguistica dell’italiano, Glottodidattica, Linguistica acquisizionale, Letteratura italiana, Letteratura italiana contemporanea, Linguistica educativa, Semiotica. Gli argomenti didattici saranno concordati tra le Università per Stranieri di Perugia e Siena e il Consiglio Scientifico Didattico del Consorzio interuniversitario ICoN, e verranno suddivisi in gruppi omogenei di lezioni (nuclei tematici) per ottimizzare la modalità di apprendimento in e-learning.
Il tirocinio o stage è previsto per una durata massima di 150 h. Attività di insegnamento o affini già sostenute possono essere valutate come sostitutive, a discrezione del Consiglio scientifico del Master e sulla base di una relazione da concordare.
Le lezioni del corso in presenza saranno curate da docenti delle Università per stranieri.
La prova finale consisterà nell’esposizione di un progetto didattico, con obiettivi concordati con un docente di riferimento e un tutore.

PIANO DIDATTICO

Il Master si articola in un’attività di tutorato/autoapprendimento in elearning, uno stage o tirocinio, un’attività in presenza di almeno due settimane, una prova finale per un totale di 60 CFU equivalenti a 1500 ore, così distribuite:

Attività di tutorato/
autapprendimento in elearning CFU 36 (900 h)

Tirocinio o stage CFU 06 (150 h)

Corso in presenza CFU 12 (300 h)

Prova finale CFU 06 (150 h)

TOTALE CFU 60 (1500 h)

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

master@mastericon.it

www.masterdidattica.it

martedì 21 ottobre 2008

Alessandro Masi, segretario generale della Dante Alighieri, accusa la Commissione Ue di penalizzare la lingua

«Italiano, una Cenerentola bistrattata dall'Europa»
di Giulia Ziino

Corriere della Sera, 21 ottobre 2008
Una Cenerentola, da cinquant'anni esatti. È la sorte della lingua italiana, «al quinto posto nel mondo tra quelle più studiate, lingua del-l'arte, della musica, del design, ma bistrattata proprio dove si prendono le decisioni più importanti: nel cuore dell'Europa, alla Commissione Ue».
A parlare è Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, a Bruxelles per le iniziative legate all'ottava Settimana della lingua italiana nel mondo che si è aperta ieri e andrà avanti fino al 26 ottobre. Sette giorni di eventi, incontri, mostre, un sito internet (www.italianoinpiazza.alinari.it) con oltre duemila foto storiche sulle piazze d'Italia provenienti dall'archivio Alinari, 114 Paesi coinvolti, scuole, università, ambasciate, consolati e Istituti di cultura mobilitati. Uno spiegamento annuale di forze organizzato dal ministero degli Esteri con l'Accademia della Crusca e che si avvale della partecipazione anche della Società Dante Alighieri. Un'occasione per diffondere la conoscenza dell'italiano nel mondo, ma «al di là dei trionfalismi, anche per riflettere», come precisa Masi. Il tema di quest'anno — «Gli italiani in piazza » — non gli piace tanto, confessa, ma è efficace: «La piazza è luogo fisico in cui la nostra lingua si è andata evolvendo e insieme luogo metaforico dove rendere pubblici i problemi».
Uno in particolare, quello che impegna da anni la Società Dante Alighieri (423 sedi nel mondo) in una battaglia ancora aperta: «Il regolamento del 1958, ribadito nel 2008, lo dice chiaramente — spiega il segretario generale —: l'italiano deve godere in Commissione europea di uno status pari a quello delle altre lingue. Ma questa parità non si è mai realizzata. Anzi, oggi nelle istituzioni Ue si va consolidando sempre di più un trilinguismo strisciante inglese-francese-tedesco, con lo spagnolo che si fa strada come quarta opzione». E l'italiano? «Quasi non è rappresentato. Eppure siamo una lingua diffusa fino in Slovenia. Ma al di là del numero dei parlanti qui si tratta di una questione strettamente normativa». Insomma, l'Ue avrebbe disatteso il suo stesso statuto: «Il nostro presidente Bruno Bottai ha posto la questione anche al Mediatore europeo ma ancora non abbiamo avuto riscontri effettivi alle nostre richieste se non la promessa di aggiungere al sito internet della Commissione una decina di pagine in italiano». Un po' poco, secondo Masi, che rivendica per la lingua di Dante una maggiore voce in capitolo. La responsabilità, aggiunge, non è solo delle istituzioni Ue ma anche di quelle di casa nostra a cui chiede maggiori contributi: «Prendiamo esempio dagli spagnoli innovando e allargando i mercati. Perché investire nella lingua è investire nell'economia ». Cultura sì, dunque, ma non solo: «È emozionante ascoltare l'opera italiana a Petra per ricordare Pavarotti o la nostra musica alle radio dei Balcani ma è necessario fare di più, rendendo magari anche la lirica più pop. Osip Maldestam diceva che parlare in italiano modifica il corpo rendendolo uno strumento musicale: siamo la lingua di Dante, della cultura più alta ma oggi quello che serve è non lagnarci all'italiana e rimboccarci le maniche».

venerdì 1 agosto 2008

CI SARÀ PIÙ CULTURA TALIANA NEL MONDO

Il Secolo d'Italia, 1 agosto 2008
Rafforzare la cultura e la lingua italiana nel mondo, uno dei migliori «biglietti di visita» sui quali conta il Paese. È l'obiettivo del memorandum d'intesa firmato a Palazzo Chigi tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il collega per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi. Sulla base dell'intesa, la Farnesina fornirà «la propria rete diplomatica, e cioè i consolati e le ambasciate distribuite nel mondo, rete che è a disposizione del "sistema Italia"», ha detto Frattini, ricordando che a sua volta il ministero della Cultura «riempirà di contenuti» quanto previsto nell'accordo. Il memorandum prevede la formazione di un Tavolo che si riunirà con cadenza mensile con il compito di promuovere iniziative e progetti comuni.

giovedì 24 luglio 2008

Frattini a difesa dell'italiano "Diventi lingua di lavoro nella Ue"

Il ministro degli Esteri: "Abbiamo il diritto di veto, anche da soli possiamo opporci"
La commissione ha limitato a tre gli idiomi per limitare i costi delle traduzioni


la Repubblica, 22 luglio 2008
ROMA - "Se verranno pubblicati bandi o brevetti europei in tre lingue, l'Italia potrà dire di no, anche da sola. Abbiamo anche il diritto di veto...". Il ministro degli Esteri Franco Frattini, si schiera con l'italiano. E risponde così a chi gli chiede che atteggiamento avrebbe il governo davanti a una sempre maggiore applicazione della prassi europea delle tre lingue di lavoro: inglese, francese e tedesco. "L'Italia si sta battendo con forza affinché almeno l'italiano e lo spagnolo siano affiancate a inglese, francese e tedesco come lingue di lavoro nell'Unione europea" dice Frattini.

La limitazione linguistica è legata alla crescita esponenziale dei Paesi membri. La Commssione europea ha circoscritto a tre le lingue di lavoro, mentre al Parlamento non ci sono limiti. E i costi di questa babele di idiomi sono sotto gli occhi di tutti. Circa quattromila interpreti, per un costo stimato in quasi un miliardo di euro all'anno e una media di una settimana per tradurre un documento in tutti gli idiomi. Senza contare il rischio che il diluvio di traduzioni porti alla perdita di informazioni e a differenze tra i vari testi.

Già in passato i governi italiani hanno richiamato i ministri e le istituzioni comunitarie a fare attenzione all'uso dell'italiano nelle riunioni europee. In particolare quelle informali dei consigli dei ministri dove le lingue di lavoro sono l'inglese e il francese, con l'aggiunta della lingua della presidenza di turno. Talvolta, però, viene utilizzato anche il tedesco, come avviene negli incontri periodici dei rappresentanti permanenti dei paesi dell' Ue. Cosa che l'Italia ha sempre contestato.

Recentemente era stato lo stesso Berlusconi a porre la questione, chiedendo una maggiore attenzione sull'uso dell'italiano nelle riunioni europee. Richiesta a cui il portavoce del commissario europeo al multilinguismo aveva replicato dicendo che la decisione è competenza del Consiglio e della presidenza di turno.

martedì 15 luglio 2008

Lingua italiana: firmato memorandum d'intesa Farnesina-'Dante Alighieri'

L’intesa intende rendere sempre più efficace la collaborazione tra i 90 Istituti Italiani di Cultura e i 422 comitati della “Dante” nel mondo, sia per la realizzazione e la circolazione su scala più ampia di manifestazioni culturali, sia per l’aspetto più prettamente didattico

Roma, 9 lug. 2008 (Pronto Italia) - Sarà la società 'Dante Alighieri' a tutelare e promuovere la lingua italiana presso le istituzioni dell’Unione Europea. Lo sancisce il memorandum d’intesa sottoscritto alla Farnesina dal segretario generale del ministero degli Affari Esteri Giampiero Massolo e dal presidente della società "Dante Alighieri" Bruno Bottai. Si rafforza così la già proficua e consolidata collaborazione tra la Farnesina e la “Dante” nel settore della promozione e della diffusione della lingua italiana all’estero.

Principale obiettivo dell’accordo, la creazione di un nuovo comitato della "Dante" a Bruxelles che raccoglierà le adesioni dei funzionari comunitari, italiani e non, al fine di promuovere l’utilizzo e la conoscenza della lingua italiana nell’ambito delle istituzioni dell’Unione Europea. La "Dante" svolgerà le sue attività in collaborazione con il locale Istituto Italiano di Cultura. Il ministero degli Esteri e la società "Dante Alighieri" si scambieranno informazioni su eventuali casi di discriminazione dell’italiano da parte delle istituzioni e degli organi dell’Ue. In tale contesto, d’accordo con la Farnesina, la “Dante” condurrà specifiche azioni nei confronti del Mediatore europeo, P. Nikiforos Diamandouros e della Commissione Petizioni del Parlamento europeo in relazione a casi di discriminazione della lingua italiana.

L’intesa intende, inoltre, rendere sempre più efficace la collaborazione tra i 90 Istituti Italiani di Cultura e i 422 comitati della “Dante” nel mondo, sia per la realizzazione e la circolazione su scala più ampia di manifestazioni culturali, sia per l’aspetto più prettamente didattico.

lunedì 14 luglio 2008

Lettera di Berlusconi ai ministri «L’italiano all’Ue. O andatevene».

Tolleranza zero. Contro il trilinguismo (inglese, francesee tedesco) della Commissione

Il premier. Difendete la nostra lingua a tutte le riunioni.

Roma sottolinea di agire in accordo con la Spagna del socialista Zapatero: un presupposto per l’appoggio del centrosinistra italiano.
Dal nostro inviato Ivo Caizzi

Corriere della Sera, 13 luglio 2008
BRUXELLES Il premier Silvio Berlusconi lancia la « battaglia a difesa dell'italiano » nell'Unione Europea chiedendo ai suoi ministri di attuar una linea da tolleranza zero davanti al mancato rispetto di principio europeista della pari dignità di tutte le lingue ufficiali. Berlusconi l'ha annunciato con una lettera in cui sollecita «comportamenti omogenei e rigorosi da parte di tutti» per contrastare principalmente la tendenza della Commissione europea a privilegiare il trilinguismo (inglese, francese e tedesco). Il premier sottolinea che l'Italia sta sviluppando questa strategia in accordo con la Spagna del socialista José Luis Zapatero, creando così il presupposto per ottenere l'appoggio bipartisan del centrosinistra italiano.
Berlusconi considera fondamentale nella costruzione dell'Europa garantire «pari dignità» anche alle lingue meno parlate e pretende dall'Ue «il rispetto della loro dignità linguistica e culturale». Aggiunge che «occorre contrastare la prassi avviata dalla Commissione europea di discostarsi in modo crescente da tali principi, introducendo l'ambigua nozione di "lingue di lavoro" o "di procedura" con l'effetto di creare una gerarchia tra lingue a vantaggio di inglese, francese e tedesco». In pratica l'Italia ribadisce che la prassi dell'istituzione guidata dal portoghese José Manuel Barroso non è prevista dai Trattati (che mettono sullo stesso piano tutte le lingue dell'Ue), come aveva rivelato il Corriere informando sui danni politici, economici e culturali provocati dalle penalizzazioni dell'italiano a Bruxelles.
Il premier chiede di opporsi all'azione della Commissione a favore del trilinguismo con «il costante monitoraggio del regime applicato agli incontri in ambito Ue» e con «l'impugnazione davanti alla Corte di Giustizia di specifici atti della Commissione». Esorta i suoi ministri a controllare che «i comportamenti delle rispettive Amministrazioni siano pienamente coerenti con tale strategia». Li invita a non trascurare le riunioni informali dei ministri dei 27 Stati membri, che si tengono nel Paese della presidenza di turno dell'Ue, «per le quali si dovrà vigilare che venga garantito l'interpretariato attivo e passivo per l'italiano, fino a contemplare la concreta possibilità di non partecipare alla riunione nel caso che tale soluzione non venga garantita o qualora vengano utilizzati regimi linguistici ristretti discriminatori per l'italiano». Ai ministri e ai dirigenti dei dicasteri chiede anche di «evitare di partecipare a discussioni o votazioni ogni volta non si disponga dei documenti di lavoro nella nostra lingua».
Berlusconi ha assegnato al ministro degli Esteri, Franco Frattini, la guida sul campo della «battaglia a difesa dell'italiano». Ma il primo a trovarsi in sintonia è risultato il nuovo membro della Commissione, Antonio Tajani del Pdl, vice-presidente e responsabile Ue per i Trasporti, che ha imposto l'italiano come lingua di lavoro del suo gabinetto di Bruxelles. E ha chiesto di sostituire la sua auto di servizio tedesca con una italiana.

domenica 2 marzo 2008

No al suicidio dell’italiano

di Magdi Allam

Corriere della Sera, 24 ottobre 2007
Aiuto, stiamo «suicidando» la lingua italiana! Dalla pubblica amministrazione alla scuola, dalla sanità alla giustizia, dalla religione alla sicurezza, dal lavoro alla pubblicità, ci affanniamo a persuadere le menti e a conquistare gli animi degli immigrati comunicando con decine di idiomi diversi, mobilitando un esercito di mediatori linguistico-culturali, anziché chiedere ed esigere che siano degli ospiti— che accogliamo dando loro l'opportunità di migliorare la loro condizione di vita — a conoscere e a dialogare nella nostra lingua nazionale.

Oltretutto, se ci pensiamo bene, l'italiano è la certezza che ci è rimasta di un'identità collettiva vilipesa e tradita dal rischio di estinzione a causa delle conseguenze letali del morbo del multiculturalismo sul piano della perdita dei valori comuni e condivisi. In un mondo in cui siamo soltanto noi a parlarlo e che ci ha già declassato a idioma di serie B, se siamo noi stessi a relativizzarne il valore all'interno stesso dell'Italia mettendolo sullo stesso piano di decine di lingue straniere, la sua morte certa sarà ancora più precoce dell'inevitabile tracollo demografico di una popolazione autoctona a tasso di natalità zero. Non è una scoperta assoluta ma l'apparire sui tram milanesi della pubblicità della Kinder Ferrero in inglese, spagnolo e arabo ci costringe a una rinnovata riflessione.

Come interpretare il fatto che la parlamentare di An, Daniela Santanchè, decida di far pubblicare un manifesto a pagamento con una scritta in arabo che recita «Imparate l'italiano e sarete più sicuri dei vostri diritti, dei vostri doveri e del posto che vi spetta nella nostra Patria»? Perché in uno Stato che si rispetti un privato cittadino si accolla l'onere anche finanziario di esortare lo straniero a imparare la lingua nazionale? Non dovrebbe essere una prerogativa e un dovere del governo e delle istituzioni affermare la centralità dell'italiano? Evidentemente non è così visto che non solo non si ritiene che l'immigrato debba conoscere la nostra lingua, ma ci si rifiuta per ragioni ideologiche di prendere in considerazione tale ipotesi.

Tutt'al più si offre l'opportunità all'immigrato di imparare l'italiano, come è nei piani del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, ma a condizione che sia lui a decidere se, quando e come accettare. E' stato il ministro dell'Interno Giuliano Amato, lo scorso 11 ottobre, a formalizzare il rifiuto del governo a chiedere all'immigrato di conoscere l'italiano. L'ha fatto con una battuta: «Se a mia zia fosse stato chiesto di recitare l'Oxford Dictionary quando sbarcò a Staten Island, probabilmente sarebbe stata respinta dagli Usa e rispedita in Sicilia a fare la fame perché, a quei tempi, lei e tanti altri emigranti parlavano a stento l'italiano». E questa è stata la sua conclusione: «Ciò che non hanno chiesto a mia zia non intendo chiederlo agli immigrati che arrivano in Italia». Il discorso di fondo è una esplicita opzione per una società multiculturalista in cui vengono relativizzate le identità, le culture, le religioni e le lingue.

In quell'occasione Amato ha presentato raggiante un opuscolo «In Italia in regola», tradotto in sette lingue straniere e stampato in un milione di copie. Iniziative simili sono state fatte da diversi ministeri che interagiscono con gli immigrati. Ebbene se lo Stato investe milioni di euro per tradurre le regole comuni e riuscire a comunicarle a chi risiede nello stesso spazio territoriale, significa che ha fallito in partenza perché non ha compreso che solo condividendo la lingua nazionale, in aggiunta ai valori e alla cultura, potrà iniziare il percorso per una costruttiva integrazione. L'investimento deve essere fatto non per rincorrere le lingue dei nostri ospiti,ma per vincolare l'ospite a conoscere la nostra lingua. Deve essere un obbligo, non un optional.

Non c'è poi da sorprenderci se al tradimento dell'italiano in patria si accompagna l'abbandono totale della sorte della lingua nazionale all'estero, concedendo spiccioli alla Società Dante Alighieri (solo 1,7 milioni di euro contro i 300 milioni del Goethe Institut) e assottigliando sempre più i finanziamenti agli istituti di cultura italiani nel mondo (17,5 milioni di euro nel 2006). Ecco perché è ridicolo che ci si scandalizzi se l'Unione Europea e le Nazioni Unite declassificano l'italiano. Ma se non ci crediamo noi stessi al valore della nostra lingua e l'abbiamo trasformata nel simbolo di un suicidio nazionale, perché dovrebbero riabilitarla e riesumarla gli stranieri?

lunedì 18 febbraio 2008

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE: DA MATSUURA (UNESCO) L’APPELLO AL RICONOSCIMENTO DELLA DIVERSITÀ LINGUISTICA E DEL MULTILINGUISMO

ROMA\ aise\ 15 febbraio 2008 - Il prossimo 21 febbraio verrà celebrata in tutto il mondo la nona Giornata Internazionale della Lingua Madre che, quest’anno, proclamato dall’Assemblea dell’Onu come "Anno Internazionale delle Lingue", ha "un’importanza tutta particolare". A dichiararlo è stato Koïchiro Matsuura, il Direttore Generale dell’UNESCO cui l’Onu ha affidato il coordinamento delle iniziative.
"Questa Giornata Internazionale della Lingua Madre – ha osservato Matsuura – è particolarmente propizia per ricordare alcune sfide proposte. Essenziali per l’identità dei gruppi e degli individui e per la coesistenza pacifica, le lingue costituiscono un fattore strategico per procedere verso uno sviluppo sostenibile ed un’articolazione armoniosa tra globale e locale. Lungi dal costituire uno spazio riservato all’analisi degli specialisti, le lingue sono al centro dell’intera vita sociale, economica e culturale. Questo è il significato dello slogan lanciato dall’UNESCO per l’Anno internazionale delle lingue: "Le lingue contano!"".
"Le lingue – ha spiegato il direttore generale dell’Unesco – contano, in effetti, per raggiungere i sei obiettivi dell’Educazione Per Tutti ed anche gli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo, sui quali le Nazioni Unite si sono trovate concordi nel 2000. Le lingue contano quando si tratta di promuovere la diversità culturale così come nella lotta contro l’analfabetismo e per un’educazione di qualità, che includa l’insegnamento della lingua materna durante i primi anni di scolarizzazione. Contano nella lotta per una migliore inclusione sociale, per la creatività, lo sviluppo economico, la salvaguardia dei saperi autoctoni".
In occasione di questa nona edizione della Giornata internazionale della lingua madre, infine, Matsuura ha lanciato un appello "perché l’importanza della diversità linguistica e del multilinguismo sia riconosciuta ovunque, nei sistemi educativi, amministrativi e giuridici, nelle espressioni culturali e nei media, nel ciberspazio e negli scambi commerciali. Che tutti i Membri della famiglia delle Nazioni Unite, che l’insieme degli Stati Membri, dei partner e degli amici dell’UNESCO si uniscano nell’impegno comune per dimostrare che "le lingue contano"!". (aise)

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE: A ROMA SI MANIFESTA PER L’INDIPENDENZA DALL’INGLESE

ROMA\ aise\ 15 febbraio 2008 - Il prossimo 21 febbraio si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Lingua Madre, giunta alla nona edizione. L’occasione giusta, per l’Associazione per il Diritto alla lingua e per la Democrazia linguistica internazionale, per manifestare contro l’egemonia dell’inglese. L’appuntamento è dalle 15 alle 17 a Roma davanti all’Ambasciata Britannica in Via XX Settembre.
"Oggi – sostengono dall’associazione – l’utilizzo massificato e sempre più esclusivo della lingua inglese, alla cui conoscenza viene obbligato un numero sempre maggiore di persone e popoli, non solo continua a provocare la perdita di funzionalità e progressiva scomparsa di lingue minoritarie ma rappresenta una forte minaccia per tutte le lingue e per l’intero ecosistema linguistico-culturale della terra: si stima fino al 90-95% la scomparsa delle lingue del mondo entro il secolo".
"Questa tendenza ad utilizzare una sola lingua – si argomenta – produce contemporaneamente squilibri e discriminazioni sempre maggiori e per certi versi incalcolabili tra Paesi e popoli anglofoni, i quali sempre di più allargano la loro sfera di influenza politica, sociale ed economica sul resto del mondo, e Paesi e popoli non anglofoni, i quali subiscono tale influenza. Nel panorama europeo, l'utilizzo privilegiato della lingua inglese è testimoniata dal fatto che solo il 6% dei giovani inglesi parla una seconda lingua comunitaria contro una media di oltre il 50% dei giovani degli altri stati membri. È pertanto evidente che le Istituzioni Europee, le quali riconoscono il principio ineluttabile della diversità linguistico-culturale, assecondando questa tendenza (basti pensare che persino i documenti scaricabili dal sito UE relativi alla politica del multilinguismo sono disponibili nella sola lingua inglese o che i bandi per funzionari europei così come per tirocinanti sono pubblicati nelle sole lingue inglese, francese e in alcuni casi anche in tedesco) siano i primi ad operare una politica non multilingue ma discriminatoria soprattutto nei confronti dei cittadini europei non anglofoni".
"In Italia – proseguono – su mille giovani dai 18 ai 35 anni alla domanda "Ritieni che il sistema linguistico europeo, incentrato sull'uso dell'inglese, possa favorire i giovani di madrelingua inglese, rispetto a tutti gli altri?" hanno risposto, nella maggioranza schiacciante del 73 percento, Sì (fonte Forum Nazionale Giovani). Da anni – aggiungono – la lingua che meno ne avrebbe necessità, viene finanziata dalla Gran Bretagna a fondo perduto con investimenti colossali - solo negli anni 2005-2006 il British Council ha ricevuto finanziamenti per 275 milioni di euro - con l'evidente obiettivo di monopolizzare definitivamente la comunicazione linguistica europea e mondiale. Alla luce di ciò, la dichiarazione del Primo Ministro inglese Gordon Brown del 17 gennaio evidenzia un'ulteriore volontà di espansione con l'obiettivo di aggredire in modo sostanziale i mercati asiatici. Definendolo un "nuovo regalo al mondo", il Primo Ministro inglese ha annunciato ulteriori, nuove risorse al British Council al fine di formare centinaia di migliaia d'insegnanti di inglese, di cui 750.000 solo India (proprio nell'ex colonia britannica che conquistò l'indipendenza nel 1947 sotto la guida nonviolenta di Gandhi, il quale denunciò nel 1908: "Dare a milioni di persone la conoscenza dell'inglese equivale a schiavizzarle")".
Per l’associazione, dunque, "ci troviamo dunque di fronte ad una vera e propria colonizzazione del mondo attraverso le politiche linguistiche". Da qui l’esigenza di manifestare "per la liberazione dall’occupazione della lingua inglese". Le adesioni alla manifestazione si raccolgono sul sito on line www.democrazialinguistica.it. (aise)

sabato 29 dicembre 2007

Bino Rebellato-Ritratto di un Poeta

Bino Rebellato, Ritratto di un Poeta
Il Gazzettino, 29 dicembre 2007
Cittadella. (M.C.) "Bino Rebellato-Ritratto di un Poeta" è il titolo del film sull'intellettuale cittadellese che dopo la proiezione alla 63. edizione della Mostra del cinema di Venezia e altre visioni, è stato pubblicato in dvd. È è in distribuzione nelle migliori librerie.
Il film-documentario di Alessandro Bettero, prodotto da Amelia Fiorenzato per Vip Mediacom in collaborazione con Rai e Istituto Luce, è un omaggio all'opera del poeta ed editore Albino "Bino" Rebellato (Cittadella, 1914-2004) che è stato, nella seconda metà del Novecento, un protagonista di spicco della cultura e della letteratura italiana. In veste di editore, Rebellato pubblicò, tra gli altri, Piero Chiara, Aldo Palazzeschi, Lalla Romano, Dino Buzzati, Manara Valgimigli, Carlo Betocchi, e le lettere inedite inviate a Marino Moretti dal Premio Nobel Grazia Deledda. La docu-fiction, basata su opere originali dello stesso Rebellato (interpretato dall'attore Beppe Casales), ne delinea un profilo biografico: dagli anni giovanili della formazione a quelli eroici della Resistenza sotto l'occupazione nazista, dall'attività di editore e organizzatore culturale fino a un'indagine sui motivi portanti della sua poesia. La ricostruzione storica, che ha visto l'utilizzo di oltre cento comparse, si alterna a immagini d'archivio e agli interventi di Andrea Zanzotto, Giovanni Raboni, Giorgio Barberi Squarotti, Gianni Conz, Gualtiero De Santi, Otello Fabris, Franco Lanza e Giovanni Lugaresi.

Le riprese sono state effettuate a Cittadella, a Mirano, nell'oasi naturalistica di Maerne, sull'Altopiano di Asiago, a Fratta Polesine, e sulle Dolomiti bellunesi. Chi non trovasse il dvd in libreria, può telefonare allo 049.8889315 oppure contattare info@vipmediacom.com.

martedì 4 dicembre 2007

Lingua italiana: nasce il sito web “insegnoitaliano”

News Italia Press, 4 dicembre 2007
Nel quadro delle iniziative finalizzate a stimolare la domanda di conoscenza della lingua italiana, la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero Affari Esteri italiano ha avviato, dal 2007, una collaborazione con l’Agenzia nazionale per il sostegno dell’Autonomia scolastica di Firenze per la realizzazione di un’area virtuale che metta a disposizione on line materiale didattico per l’insegnamento dell’italiano all’estero. Da questa collaborazione nasce il sito web “Insegnoitaliano”, un’area virtuale ricca di spunti, proposte e unità didattiche utili al lavoro in classe o da usare come idee da rielaborare a seconda dell’ambiente di riferimento.
Tutto il materiale è scaricabile gratuitamente on line ed è rivolto a tutti i docenti impegnati all’interno delle varie strutture che compongono l’estesa rete culturale scolastica italiana all’estero: le scuole italiane e bilingui, gli Istituti Italiani di Cultura e gli Enti Gestori.
“Insegnoitaliano” vuol essere, si afferma dall'Ufficio del Vice Ministro agli Affari Esteri con delega per gli italiani all'estero, Franco Danieli, "non solo una risorsa per migliorare e valorizzare l’insegnamento dell’italiano all’estero, ma anche un valido supporto per l’attività didattica e un’occasione di formazione e di confronto destinato ad accrescere la professionalità del corpo docente e a migliorare la qualità dell’offerta".

domenica 2 dicembre 2007

La nuova parlata

di Caudio Antonelli

Il Corriere Italiano (settimanale di Montréal), 5-12-07
Dal “Corriere della Sera” : “I legali di Rudy si contraddicono”. Rudy è il
giovane sospettato di aver ucciso la studentessa inglese, a Perugia. E il
termine “legali” designa chi? Designa i suoi “avvocati” (difensori,
procuratori). Mentre in francese e in inglese il rappresentante legale di un
individuo sospettato di un crimine è “avocat”, “lawyer”, nella penisola, stando
al linguaggio dei mass media, nessuno è più assistito o difeso da un “avvocato”
e nessuno consulta un “avvocato”: si è difesi da un “legale” e si consulta un
“legale”.
Io trovo affascinante questa passione italiana per le parole vaghe e anche
ambigue. Nelle cronache giornalistiche in provenienza dagli ospedali trionfano
“sanitario” e “sanitari”, vocaboli che di per sé identificano non solo i
“professori” del “nosocomio” (altri termini aberranti), ma anche i servizi
igienici. Il che allora può ingenerare confusione, dato che i primari – i
“professori” – quando vengono scelti per meriti politici sono, secondo me,
simili per contenuto ai sanitari smaltati.
Nel paese del “Vadi, dotto’!”, “manovra” ha sostituito definitivamente
“bilancio”. Per designare la legge di bilancio preventivo, oltre che a “manovra”
senza aggettivi si fa ricorso ad un altro termine evanescente: l’aggettivo
“finanziaria” senza sostantivi.
Cosa volete... in Italia, patria della vaghezza semantica, gli addetti ai lavori
prediligono le parole vaghe, alla Leopardi. Oppure, adottando parole inglesi,
pensano di emulare Faulkner e Hemingway...
Con “legale”, termine dopotutto italiano, poteva andar peggio: il ridicolo vezzo
di scimmiottare la parlata inglese avrebbero invece potuto inserire nelle
rotonde bocche degli “Italians” un altro termine americano mal pronunciato e mal
capito. Basta vedere cosa è successo con l’importazione nel vocabolario nostrano
di “boss” e “killer”, parole che hanno annullato la magnifica ricchezza che la
lingua italiana ha sempre avuto nel campo del crimine e dei criminali. Che si
pensi a “assassino”, “omicida”, “sicario”, “mammasantissima”, “capomandamento”,
“picciotto”, “pezzo da novanta”,“capo di tutti capi” e tanti tanti altri,
sostituiti da due sole parolette: “killer” e “boss”.
Ma torniamo ai nostri “legali”. In realtà è possibile, ogni tanto, ritrovare la
parola “avvocato”. Ciò avviene ad ogni morte di papa, anzi di “legale”. Morendo,
il “legale” – spero che mi si perdoni il cinismo – ridiviene “avvocato”. Ne ho
avuto conferma, non molto tempo fa, in occasione del suicidio di uno dei più
celebri avvocati penalisti di Milano, Corso Libero Bovio. Non una sola volta, né
nei necrologi né nei numerosi articoli a lui consacrati, è stato usato il
termine “legale. Sempre, solo “avvocato”. Strano fenomeno anche questo: da morto il “legale” diviene “avvocato”.
Il 30 aprile del 1999 fu adottata dal parlamento italiano una legge sulle
elezioni. Il nome italiano di questa legge? « Election day », quasi il titolo di
uno sceneggiato americano. Da allora, gli italiani, sia filo che antiamericani,
non hanno mai smesso con i loro “days”. Mi limiterò a menzionare il “Family
day”, in risposta alla celebrazione delle unioni omosessuali; lo “Young day”
(sic), voluto da Alfonso Pecoraro-Scanio per rimettere al centro il problema dei
giovani e del precariato; i “Referendum days” dei radicali; il “Maiale day” dei
leghisti contro la costruzione di una moschea. La lista è molto lunga. Ultimo il
“Vaffa... day” di Beppe Grillo contro i politici italiani. E già che ci siamo,
io proporrei un “F... off day” per tutti i ridicoli scimmiottatori – nella
penisola sono legioni – della parlata americana.

giovedì 22 novembre 2007

ON LINE DUE PORTALI INTERNET SULLA CULTURA E L'INSEGNAMENTO DELLA LINGUA ITALIANA

ROMA\ aise\ 21 novembre 2007 - Negli ultimi giorni hanno debuttato in rete due portali on line a supporto della promozione della cultura italiana e dell’insegnamento della nostra lingua.
Si chiama www.interculturale.it il portale multilingue messo a punto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che in italiano, inglese, francese e spagnolo offre un sistema di accesso integrato alle risorse tradizionali e digitali di biblioteche, archivi ed altre istituzioni culturali italiane per promuovere e valorizzare il nostro patrimonio culturale e turistico.
Allo stesso tempo, il Dipartimento di Italianistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha curato il sito www.insegnare-italiano.it dedicato ai docenti e più in generale a quanti sono interessati all’insegnamento dell’italiano a stranieri. I percorsi disponibili sono vari: strutture editoriali, mondo del lavoro, discipline collegate all’insegnamento della lingua, corsi di lingua italiana on-line gratuiti e biblioteche multimediali. (aise)

martedì 30 ottobre 2007

L'uso della virgola prima della 'e'

Se lo chiedono gli "Italians"

News ITALIA PRESS, 29 ottobre 2007
Non mi sembra inappropriato, in occasione della Settimana della lingua italiana, trattare un tema un pò particolare: la virgola prima della e.
Un lettore ha rivolto a Beppe Severgnini del forum “Italians” del Corriere della Sera la domanda: “È vero che prima della congiunzione ‘e’ non si deve mai mettere la virgola?”
In risposta, Severgnini spiattella l’oscura spiegazione di stile burocratico dell’Accademia della Crusca: "L'uso della virgola - soprattutto prima della congiunzione e - pare essere vincolato piuttosto dai tipi di testo che si intendono produrre e dai mezzi di comunicazione che si usano per comunicare".
Quindi invita il lettore a seguire la musicalità dei grandi, dall’orecchio molto più fine del nostro: il Leopardi dell’Infinito ad esempio.
Beppe Severgnini, da buon italiano, avalla la sempiterna regola del "suona bene? suona male?" mentre si guarda bene dallo spendere una sola parola sulla necessità che un testo sia chiaro e comprensibile, mediante il ricorso, quando necessario, alla virgola prima della e. Per lui, come per la maggioranza degli italiani, la punteggiatura è una questione di musicalità e di stile.
Insomma, continuiamo a fare come vogliamo: l’importante è che non ci facciamo capire troppo. Nella patria dei furbi e del linguaggio oscuro, il parlare e lo scrivere chiaro sono un’ammissione di scarsa intelligenza.
Ma esistono delle regole sull’uso della virgola? Una fantomatica regola, enunciata da grammatiche antiche, interdirebbe l’uso della virgola prima della “e”. In realtà, se spesso l’omissione o l’inclusione della virgola prima della “e” è una questione di ritmo e di stile, in certe frasi sarebbe doveroso far ricorso a questo segno d’interpunzione allo scopo di facilitare la comprensione del testo. Che si consideri la frase: "I cani randagi si fecero minacciosi verso il padre e i figli e i vicini cercarono d’intervenire". In tal caso occorre mettere una virgola prima di "e i vicini", se sono essi l’unico soggetto di “cercarono d’intervenire”.
Sia nella lingua inglese sia in quella francese, le fonti ad hoc forniscono svariati esempi e spiegazioni sull’uso della virgola prima della “e”. La logica del ricorso o del non ricorso alla virgola prima della e, insistono gli autori di questi testi, è improntata ad un principio fondamentale: occorre rendere il testo il più chiaro possibile evitando le ambiguità di senso.
Nelle grammatiche italiane e così anche nei vari siti web italiani che ho consultato, mancano esempi concreti sull’uso o il non uso della virgola prima della “e”, e soprattutto manca l’enunciazione del principio generale della necessità di redigere un testo chiaro che non si presti ad ambiguità (principio invece molto caro ai linguisti francesi e inglesi). Quale criterio enunciano invece i nostri linguisti? Nella patria degli orecchianti ossessionati dal "suona bene? suona male?" sono la musicalità, l’estro poetico, lo stile a contare. Aldo Gabrielli: "La virgola e tutti gli altri segni di interpunzione hanno una funzione essenzialmente stilistica, e il loro uso non può essere regolato che molto genericamente dalla grammatica. Essi sono come le pause
musicali: mettendo, togliendo, spostando una pausa, la musica cambia". Da parte sua, l’Accademia della Crusca ci offre sul suo sito web un’incredibile pagina di elucubrazioni farraginose e contorte che in sostanza dicono: "Virgola o non virgola purché suoni bene". Non una sola parola da parte dell’Accademia sul dovere che incombe a chi scrive di facilitare la comprensione del testo per chi legge.
Per gli italiani - Accademia della Crusca e Severgnini docent - poche o nessuna regola sulla virgola. Anche nel campo linguistico, insomma, è il solito caos all’italiana. Claudio Antonelli/News ITALIA PRESS

lunedì 22 ottobre 2007

RAI INTERNATIONAL: UN IMPEGNO A TUTTO CAMPO PER LA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA

ROMA\ aise\ 22 ottobre 2007 - Prenderà il via oggi, 22 ottobre, in occasione dell’inizio della Settimana della Lingua Italiana nel mondo la nuova striscia televisiva quotidiana di Rai Intemational "Qui si parla italiano" condotta da Gloria De Antoni e Oreste De Fornari con la consulenza in diretta del professor Giuseppe Patota.
La trasmissione proporrà quindici minuti di conversazione quotidiana con un ospite straniero che parla italiano, con cui si discuterà per spiegare meglio l’uso della lingua italiana illustrando le voci del vocabolario. Anche il nuovo contenitori televisivo quotidiano di tre ore "Italia Rai", condotto da Gigliola Cinquetti, parlerà della lingua italiana e del mare ospitando nella prima puntata il regista Folco Quilici del quale Rai International metterà in onda due dei sui tanti documentari ambientato attorno al mare.
Un ruolo particolare lo stanno svolgendo i Programmi Radiofonici di Rai International con "Taccuino Italiano" e "Notturno Italiano", che già dal 12 ottobre seguono la missione nei porti dei Balcani della nave scuola della Guardia di Finanza "Giorgio Cini", sulla quale è stata allestita dal ministero dei Beni Culturali una mostra di libri italiani sul mare. Collegamenti quotidiani sono effettuati con Cecilia Porro e con lo scrittore Mauro Covacic che tiene un diario di bordo anche sulle pagine internet.
Tutta la programmazione del "Taccuino Italiano", a cura di Augusto Milana, è attraversata da programmi sul rapporto tra l'italiano ed il mare: "Musicalia"di Paolo Scamecchia presenta il mare nella musica popolare, mentre Salvatore Palomba parla di quello "presente" nella canzone napoletana e Giorgio Cerasoli del mare nella musica classica. Silvia Jacovitti è andata a trovare i guardiani di alcuni fari italiani, mentre Maria Vittoria Auconi parla del rapporto tra letteratura e mare.
Ed ancora, Loredana Mauri e Alessandra Tocci presentano un radiodramma con racconti e storie di mare. Prezioso porta attraverso la radio alla scoperta dell’archeologia marina, mentre Franco Solfiti presenta le ricette di mare della cucina tradizionale italiana. Infine, alcuni spazi sono realizzati in collaborazione con le radio della Comunità Radiotelevisiva italofona (RTSI-Radio San Marino-Radio Capodistria e Radio Vaticana). (aise)

martedì 5 giugno 2007

A Pisa prima giornata sulle questioni dello studio e della diffusione dell'italiano all'estero

News ITALIA PRESS, 4 giugno 2007
Pisa - La prima delle due giornate di dibattito dedicate dal Centro Linguistico dell'Università di Pisa, diretto dal Professor Roberto Peroni, ai problemi e alle questioni dello studio e della diffusione dell'italiano all'estero si è svolta il 28 maggio, presso l'Aula Magna della Facoltà di Lingue dell'aeteneo pisano.

L'incontro - che avrà il suo secondo appuntamento il 22 giugno prossimo - è stato aperto, davanti ad un pubblico attento e partecipe, dal Preside della Facoltà di Lingue, Professor Stefano Mazzoni, che ha sottolineato l'importanza e l'interesse di una riflessione approfondita e sistematica circa le immagini della cultura dell'Italia all'estero ed i modi in cui esse sono costruite, studiate e diffuse.
Il Professor Peroni, invece, ha aperto il suo intervento sottolineando le ragioni per cui il Centro Linguistico - presso il quale si tiene da ormai oltre 10 anni il Pisa-Chicago Program, dedicato agli studenti dell'Università di Chicago - ha fortemente voluto un confronto ed una riflessione aperta e diffusa sui temi del convegno. "C'è infatti uno 'sguardo a rovescio', lo sguardo delle altre culture verso la nostra, che ci indica le forme ed i modi in cui essa è colta, formalizzata e costruita". In questo senso, l'Encyclopedia of Italian Literary Studies, nuovo strumento statunitense dedicato dalla Princeton University e dall'editore Routledge alla cultura italiana, rappresenta un campo di analisi ed osservazione di particolare interesse.
È stata quindi la volta di Stefano Adami ed Olivia Catanorchi, due dei collaboratori della Encyclopedia of Italian Literary Studies. Adami ha presentato al pubblico la cornice dell'Encyclopedia, ed i modi in cui le voci sono state generalmente costruite ed impostate, indicando in particolare i percorsi attraverso i quali sono state elaborate alcune delle proprie voci per un referente 'ideale' e concreto. Olivia Catanorchi ha invece discusso i processi, le strategie e le 'teorie' che hanno accompagnato la gestazione e la produzione della Encyclopedia.
Infine, James Fortney dell'Università di Chicago ha presentato alcuni nuovi modelli di didattica dell'italiano L2 attraverso delle interviste ad 'informatori' madrelingua sul campo.
L'intervento finale è stato quello di Rossana Matteucci, del Centro Linguistico dell'Università di Pisa, che ha illustrato le strutture del Pisa-Chicago Program, partendo dal modo particolare ed originale in cui è stato pensato come Programma di Lingua e Cultura italiana di immersione totale per studenti americani.
L'incontro è stato concluso dal Professor Peroni, che ha discusso i punti critici emersi dai vari interventi, sottolineando le questioni aperte e le linee di approfondimento. I
l 22 giugno, con la seconda giornata dei lavori del Convegno, sarà possibile concentrare su tali punti maggiormente l'attenzione. News ITALIA PRESS

mercoledì 30 maggio 2007

CON LA DANTE ALIGHIERI ALLA SCOPERTA DELLA LINGUA ITALIANA SUL SITO INTERNET DI RAI INTERNATIONAL

ROMA\ aise\ 30 maggio 2007- Avvicinare e riavvicinare all’uso della lingua italiana. Questa è l’ambizione di "Qui si parla italiano!", il programma di Rai International voluto dal Direttore Piero Badaloni, all’interno del quale c’è anche un pizzico di Dante Alighieri. È affidata infatti al responsabile scientifico PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), Giuseppe Patota, la cosiddetta "Vitamina linguistica" nel finale di ogni puntata.
"Qui si parla italiano!" è un appuntamento quotidiano in onda per cinque giorni a settimana che consiste in una conversazione di Gloria De Antoni e Oreste De Fornari, anche autori del programma, assieme a Maria Sardu e Sole De Felice, con un ospite straniero residente in Italia e integrato nella nostra società.
La conversazione, inframmezzata dalle apparizioni di Arnoldo Foà, che legge da par suo le voci di un dizionario essenziale del nostro idioma gentile. è anche un ottimo pretesto per interventi e riflessioni di ordine linguistico tese a migliorare la conoscenza e l’uso della lingua italiana.
Tutte le puntate di "Qui si parla italiano!", con gli interventi e le osservazioni di ordine linguistico di Giuseppe Patota, sono visibili sul sito http://www.international.rai.it/quisiparlaitaliano/index.php. (aise)

venerdì 25 maggio 2007

Presentati oggi i progetti editoriali della Dante per l'italiano nel mondo

News ITALIA PRESS, 25 maggio 2007
Roma - "Il progetto editoriale presentato oggi è il segnale del rilancio della Società Dante Alighieri: dalla didattica verso la cultura, nasce una serie di pubblicazioni innovative per insegnare l'italiano, rileggere i grandi autori della nostra letteratura, attraversare idealmente gli itinerari culturali iconizzati da poeti e scrittori e riprendere in maniera concreta il discorso sulla storia della lingua italiana". Così il Consigliere Paolo Peluffo, Capo Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha presentato questa mattina a Roma, i progetti editoriali della Società Dante Alighieri concepiti, con il sostegno di Arcus, con il fine di incrementare la propria attività di sostegno e promozione dell'Italia e dell'italiano in tutto il mondo.
All'incontro romano hanno preso parte, tra gli altri, l'Ambasciatore Bruno Bottai e Ettore Pietrabissa, rispettivamente Presidente della Società Dante Alighieri e Direttore Generale Arcus, i quali hanno auspicato una sempre più proficua collaborazione tra i due Enti per la valorizzazione della nostra cultura all'estero.
L'antologia pascoliana e quelle che seguiranno, ha spiegato l'autore, Professor Alberto Casadei "sono completamente diverse da quelle realizzate finora perché costituiscono un vero e proprio "percorso antologico" e possono essere lette da chiunque anche senza alcuna conoscenza del poeta. Le poesie sono collegate tra loro attraverso testi integrativi. Il lettore riesce così a farsi un'idea completa dell'autore grazie a numerose informazioni biografiche, saggi critici recenti, diverse note esplicative e un linguaggio semplice anche per gli stranieri che conoscono poco l'italiano. Oggi c'è la necessità di far tornare Pascoli, Carducci e gli altri grandi poeti della nostra letteratura a una comunicazione comune accessibile a chiunque. Questo è lo scopo primario dell'antologia".
Il rigore scientifico e la vocazione divulgativa delle pubblicazioni sono stati illustrati dalla Responsabile dei Piani Editoriali, Silvia Giugni, mentre la sezione più propriamente didattica è stata analizzata dal Responsabile Scientifico PLIDA, Giuseppe Patota, il quale ha precisato l'importanza del progetto in ambito di insegnamento e apprendimento dell'italiano come Lingua Seconda e Lingua Straniera, di Certificazione PLIDA e di formazione dei docenti. In questo contesto Patota ha presentato il volume "Passaporto per l'Italia", destinato ai lavoratori stranieri in procinto di trasferirsi in Italia.
Punto centrale del dibattito è stata la questione dell'idioma, presente nelle pubblicazioni della Collana Museo, che costituiranno uno strumento d'appoggio alla realizzazione del Museo dedicato alla storia della lingua italiana, definita dalla Responsabile del Progetto, Lucilla Pizzoli, "uno dei beni culturali più importanti del nostro Paese".
La mattinata è stata conclusa dall'intervento di Paola Manfroni, Direttore Creativo McCann Erickson, agenzia che ha realizzato la grafica dei piani editoriali della Società Dante Alighieri e dalle letture carducciane eseguite dagli allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" con la regia di Giuseppe Bevilacqua. News ITALIA PRESS

sabato 12 maggio 2007

ALLA FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO IL VOLUME DI ALESSANDRO MASI "L’ITALIANO DELLE PAROLE"

Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri

TORINO\ aise\ 11 maggio 2007 - Sarà presentato nel pomeriggio di domenica, 13 maggio, nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro di Torino, il volume di Alessandro Masi "L’italiano delle Parole. Appunti per una politica linguistica", edito da Anemone Purpurea (pp.167, euro 18). All’incontro interverrà, oltre all’autore, il poeta e scrittore Aldo Onorati.
Il nuovo libro di Alessandro Masi raccoglie gli articoli e i saggi scritti su temi linguistici dal Segretario Generale della Dante Alighieri e pubblicati sul quotidiano Il Tempo nell’arco dell’anno 2005. Gli argomenti trattati nell’ambito della questione della lingua sono molti, ma non a caso la prima tappa del viaggio è proprio Bruxelles, città che ha assistito alla decisione del Presidente dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso di escludere l’italiano dalle conferenze stampa settimanali dei commissari, poi doverosamente rientrata grazie anche all’impegno della Dante Alighieri e al sostegno dei suoi oltre 400 Comitati presenti all’estero.
Alessandro Masi, critico e storico dell’arte, è Segretario Generale della Società Dante Alighieri. Tra le sue pubblicazioni "Un’arte per lo Stato" (Marotta, Napoli 1991), "Giuseppe Bottai. La politica delle arti 1918-1943" (Editalia, Roma 1992) e "Zig-Zag. Il romanzo futurista" (Il Saggiatore, 1995).
"L’italiano delle Parole", scrive Gianni Letta nella prefazione, "ricapitola il percorso complesso del cammino che fa della lingua italiana l’emblema di una nazione, simbolo apprezzato di un valore di cultura e di civiltà oggi universalmente riconosciuto. Questo libro talvolta è anche un ruvido graffiare sulle porte del potere quando questo significa ristabilire la giustizia ad un torto subito. Mi riferisco alle spesso discutibili decisioni di estromettere le traduzioni in lingua italiana prese dalla Commissione Europea contro le quali la Dante Alighieri come pure l’Accademia della Crusca hanno ritenuto opportuno ribellarsi". (aise)

venerdì 11 maggio 2007

ARRIVA LA NUOVA EDIZIONE DEL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA DEVOTO-OLI E LA FARNESINA NE DONA UNA COPIA A TUTTI GLI IIC

ROMA\ aise\ 11 maggio 2007 - Sarà presentata martedì prossimo, 15 maggio, alle ore 17.30, presso la Sede Centrale della Società Dante Alighieri, a Roma, la nuova edizione del vocabolario della lingua italiana "Devoto-Oli", che nella nuova edizione del XXI secolo, edita da Edumond Le Monnier (pp.3.232, euro 71,50) e curata da Luca Serianni, ordinario di Storia della Lingua Italiana all’Università La Sapienza di Roma, e Maurizio Trifone, professore di Lessicografia e Lessicologia Italiana all’Università per stranieri di Siena, sarà accompagnato anche da un cd-rom.
L’incontro è promosso e voluto dal Vice Ministro degli Affari Esteri, Ugo Intini, che, confermando l’impegno profuso dalla Farnesina per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, ha donato una copia del nuovo vocabolario Devoto-Oli a tutti gli Istituti Italiani di Cultura e a tutti i Comitati della Società Dante Alighieri.
Alla presentazione romana interverranno, oltre ai curatori, il Presidente della Società Dante Alighieri, Bruno Bottai, il giornalista Paolo Conti, la docente di Linguistica Italiana all’Università La Sapienza di Roma Valeria Della Valle e la redattrice della Edumond Le Monnier Biancamaria Gismondi.
L’aggiornamento del vocabolario Devoto-Oli riporta centinaia di nuovi termini e registra tutte le variazioni sintattiche e grammaticali subite dalla nostra lingua.
La nuova edizione, curata da Serianni e Trifone, contiene nello specifico: la segnalazione di tutte le parole dell’italiano di base; l’inserimento di circa 700 nuovi neologismi di attualità e politica, nuove mode e tendenze, provenienti dai giornali e dalla televisione; l’indicazione sistematica delle reggenze dei verbi e degli aggettivi; la revisione e l’integrazione delle informazioni grammaticali presenti in tutti i lemmi (indicazione di invariabilità, plurali e femminili dubbi o difficili, revisione delle coniugazioni e degli ausiliari); la revisione e l’aggiornamento del lessico scientifico, controllato annualmente da un’équipe di specialisti; la revisione di tutti i prefissi e di tutti i suffissi e conseguente controllo di tutte le etimologie; gli alterati dei sostantivi e degli aggettivi (diminutivi, accrescitivi e peggiorativi); l’indicazione della data di prima attestazione di tutti i lemmi. (aise)