di ANTONIO TABUCCHI
La Repubblica, 4 gennaio 2012
«Nei confronti dell' Italia è insorta in Europa, e non solo in Europa, una grave crisi di sfiducia. Dobbiamo esserne consapevoli e sentircene, più che feriti, spronati nel nostro orgoglio e nella nostra volontà di recupero». Queste parole di Giorgio Napolitano pronunciate poco tempo prima della caduta del governo Berlusconi, mi invitano a una riflessione, non so se all' insegna del paradosso o del contrappasso. Perché nonostante tutto, cioè nonostante che in Italia la cultura sia stata sistematicamente demolita, è anche vero che in alcuni paesi esteri, laddove ha operato una diplomazia culturale di alta qualità, è stata fatta emergere con un insolito rilievo. Per esempio l' Istituto Italiano di cultura di Parigi, diretto negli ultimi anni da Rossana Rummo, ha proposto ai francesi una cultura italiana talmente effervescente e vivace (cinema, teatro, presentazioni di libri italiani, mostre fotografiche) da renderlo uno dei luoghi obbligatori di Parigi. Oppure, se vi capita di entrare in una grande libreria di Stoccolma, potete trovare in bella mostra delle copertine con un mosaico di volti dei più giovani scrittori e poeti italiani, di attori e drammaturghi del migliore teatro italiano contemporaneo, dei più importanti cineasti attuali. E accanto a loro un' elegantissima collana bilingue di narrativa e poesia. A cosa si deve questo miracolo? Semplice, al fatto che mentre in Italia la nostra cultura veniva "essiccata", in altri paesi essa veniva coltivata come una pianta rara da "missionari" che ben sanno quanto la cultura possa costituire l' immagine di un paese. Nel caso di Stoccolma, il principale artefice di una "missione" riuscita è Paolo Grossi, direttore dell' Istituto Italiano di cultura. Conosco Paolo Grossi da molti anni, allorché era Attaché culturel all' Ambasciata italiana di Parigi, dove dirigeva (e ancora dirige) quella preziosa collana che sono i "Quaderni dell' Hôtel de Galliffet". Per evitare di scendere sul piano personale dell' amicizia e della stima che nutro per lui, mi limiterò a riferire un brano della motivazione della giuria del Premio Dessì che quest' anno lo ha premiato per il suo lavoro: «L' attenzione e la passione con cui si è impegnato su una cultura di grandissima tradizione come quella italiana, troppo spesso dimenticata perfino dai suoi ufficiali rappresentanti, costituisce un luminoso esempio di quanto si possa fare, anche con esiguità di mezzi, per il riconoscimento di valori culturali sicuri e per la diffusione e la difesa del nostro patrimonio culturale all' estero>>. Arrivato a Stoccolma nel 2008, Paolo Grossi, che parla anche lo svedese (ha cominciato la sua carriera insegnando all' Università di Uppsala e sua moglie è svedese), ha ideato una rivista semestrale bilingue che offra al pubblico locale quanto di meglio produce la cultura italiana delle ultime generazioni, cioè quella che in questi anni ha dovuto esprimersi nell' ambiente dichiaratamente ostile del sistema di governo che ha dominato l' Italia. La rivista si chiama Cartaditalia ed è giunta al sesto numero. Premetto che faccio parte (peraltro immeritatamente) del comitato scientifico, assieme con intellettualie scrittori italiani e stranieri che stimo quali, per citarne solo alcuni, Maurizio Ferraris, Claudio Magris, Martin Rueff o Carlo Ossola. Ma credo che questo non mi vieti di essere obiettivo. Passo a una sintetica descrizione di Cartaditalia. Il primo numero (2009), curato da Domenico Scarpa, è dedicato alla nuova narrativa italiana. Presenta dieci scrittori con esaurienti schede critico-biografiche e alcune pagine di un loro romanzo o racconto in italiano e in svedese. Regola di scelta ferrea per tutti gli scrittori presentati: che nessuno di loro sia tradotto in svedese. Tre nomi a caso fra i dieci prescelti: Andrea Bajani, Valeria Parrella, Vitaliano Trevisan. Il numero è andato a ruba nelle librerie di Stoccolma, perché per la prima volta il lettore svedese ha potuto avere una panoramica della giovane narrativa italiana che forse avrebbe avuto solo in maniera sporadica e casuale. Il secondo numero, Undici poeti italiani contemporanei (qualche nome a caso: Giampiero Neri, Jolanda Insana, Patrizia Cavalli, Eugenio de Signoribus) è stato curato con eccellenti schede critiche da un noto studioso di letteratura italiana come Martin Rueff, mentre la traduzione in svedese è stata affidata ai migliori traduttori. Il terzo numero, Dieci anni di cinema italiano, curato da Jean A. Gili, presenta, fra i ventitré cineasti prescelti, artisti conosciuti ovviamente anche in Svezia (per esempio Bellocchio, Amelio, Moretti, Soldini, Benigni o Tornatore); ma visto il disinteresse in cui il cinema italiano è caduto in Europa, Cartaditalia ha sicuramente contribuito a risvegliare la curiosità dei neghittosi distributori svedesi. Il quarto numero, Il nuovo teatro italiano, curato da Guido Davico Bonino, insieme a un paio di autori già rappresentati in Svezia come Edoardo Erba e Giuseppe Manfridi, presenta le nuove tendenze del nostro teatro fino agli autori più giovani come Ascanio Celestinio Fausto Paravidino. Il quinto numero, curato da Gilles Pécout, ha per titolo L' unità d' Italia, tema quasi obbligatorio dato l' anniversario di quest' anno. Ma Paolo Grossi ha evitato il luogo comune dedicando il numero ad alcune città d' Italia fondamentali nel processo unitario. L' ultimo numero (novembre 2011), bellissimo anche graficamente, si chiama La nuova fotografia italiana, è curato da Elio Grazioli e ospita i nostri giovani fotografi di diverse tendenze. Il prossimo numero sarà dedicato ai nuovi compositori italiani. Ma Cartaditalia non è un' iniziativa isolata. Paolo Grossi le ha affiancato una piccola ed elegantissima collana letteraria (è stampata in Italia da "Nuvole", ad Alessandria) di autori già tradotti in svedese con libri che però l' editoria tende a trascurare. Perché se il grande editore pubblica volentieri Le città invisibili di Calvino o Petrolio di Pasolini, è meno invogliato a pubblicare Perché leggere i classici o Amado Mio. E dunque, insieme a un Calvino e a un Pasolini considerati "minori", troviamo Alfabeti di Magris, San Silvano di Dessì, I volatili del Beato Angelico del sottoscritto, La ronda dei conversi di Eugenio de Signoribus, le raccolte più raffinate di Zanzotto e Tutte le poesie di Primo Levi. Credo che Paolo Grossi stia finendo il suo mandato in Svezia. Non so che sorte toccherà alla sua rivista e alla collana che l' accompagna. Come sarebbe civile e intelligente, "per una nostra volontà di recupero", come auspica il capo dello Stato, aprire sul mondo, e in lingue più accessibili, questa finestra di cultura italiana che Grossi ha aperto in Svezia, magari trasformandola in una rivista online che porti dappertutto la buona novella che in Italia esiste una cultura di grande vitalità e originalità che avremmo tutto l' orgoglio di far conoscere. Ma nonostante le lodevoli iniziative di alcuni nostri diplomatici di carriera (ne conosco molti, così come so di altri mediocri personaggi di nomina esclusivamente politica "piazzati" in grandi capitali più per danneggiare la cultura che per favorirla), ciò che fornisce l' immagine del nostro paese è soprattutto quello che accade nel nostro paese. Perché gli inviati della stampa estera in Italia hanno giustamente diffuso nei loro paesi soprattutto le idiozie che una televisione di Stato umiliatae umiliante trasmette; hanno comunicato le volgarità con cui un impero mediatico assolutamente anomalo in Europa ha aggredito i migliori intellettuali e artisti italiani perché "dissidenti" da una stampa di famiglia. Che lo si voglia o no, oggi l' Italia è, per il mondo civile, il paese in cui si è sparato ai neri e si sono bruciati i campi rom. È il paese in cui ministri secessionisti che lavoravano come talpe all' interno dello Stato hanno liberamente diffuso la peste del razzismo. È il paese in cui un ex ministro dell' Interno dichiaratamente anti-italiano ha violato i diritti umani, attirandoci perfino le critiche dell' Onu. Insomma, il mondo ci guarda come un paese imbarbarito. Finché i responsabili di questa deriva antropologica e culturale non saranno messi davvero in condizione di non nuocere ed espulsi dal corpo politico e sociale, la crisi di sfiducia insorta nei confronti dell' Italia non cesserà, anzi, si aggraverà, perché non dipende soltanto da una crisi economica ma da una cultura di qualità sopraffatta da una sub-cultura diventata egemone. L' Italia è un paese che non ha mai smesso di dare al mondo il suo genio, il Bello, l' arte che ci è quasi naturale. Ma quando l' empietà e l' ignoranza prevalgono, è arduo sentirsi spronati nell' orgoglio di una volontà di recupero. Siano lodati quelli che nutrono ancora questa volontà.
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giovedì 5 gennaio 2012
Sfogliando il MADE in ITALY
venerdì 6 marzo 2009
OMAGGIO A VITTORIO DE SETA ALL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI STOCCOLMA
STOCCOLMA\ aise\ 3 marzo 2009- Si è aperta ieri, lunedì 2 marzo, e proseguirà sino a sabato 7 la retrospettiva in Omaggio a Vittorio De Seta, organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, insieme a Cinemateket, Tempo Dokumentärfestival e Filmoteca Regionale Siciliana in collaborazione con la Fondazione C.M. Lerici, nell'ambito del programma educativo 2009.
Le proiezioni avranno luogo in tre diverse sedi: Filmhuset (Borgvägen 1), IIC (Gärdesgatan 14) e cinema Victoria (Götgatan 67).
Vittorio De Seta (1923) è autore di alcuni fra i più celebri capolavori del documentario del XX secolo. I dieci film girati in Calabria, Sicilia e Sardegna fra 1955 e 1959, dedicati alla rappresentazione delle due condizioni di vita di pescatori, minatori e braccianti meridionali, si segnalano nella storia del documentario per l’uso del colore, l’adozione del formato cinemascope e l’assenza del commento fuori campo. Il suo primo lungometraggio, Banditi ad Orgosolo, ottiene il premio Opera prima al Festival di Venezia del 1961. Fra i suoi numerosi altri film, va ricordato, in particolare, Diario di un maestro (1973), storia di un giovane maestro in una scuola elementare in un sobborgo popolare di Roma. Nel 2006, gira Lettere dal Sahara, viaggio attraverso l’Italia di un giovane senegalese emigrato.
Salvo Cuccia conduce un lavoro di ricerca tra videoarte, fiction e nuove forme del documentario. Ha realizzato circa settanta lavori tra cui Weltanschauung (2006), Détour De Seta (2005) presentato da Martin Scorsese al Tribeca Film Festival e al Full Frame Documentary Film Festival 2005, vincitore del Genova Film Festival 2005. Ha vinto il 2° premio Spazio Italia al Torino film Festival 1995 con il corto Un sogno di lumaca. È stato aiuto regista di Raùl Ruiz. (aise)
Le proiezioni avranno luogo in tre diverse sedi: Filmhuset (Borgvägen 1), IIC (Gärdesgatan 14) e cinema Victoria (Götgatan 67).
Vittorio De Seta (1923) è autore di alcuni fra i più celebri capolavori del documentario del XX secolo. I dieci film girati in Calabria, Sicilia e Sardegna fra 1955 e 1959, dedicati alla rappresentazione delle due condizioni di vita di pescatori, minatori e braccianti meridionali, si segnalano nella storia del documentario per l’uso del colore, l’adozione del formato cinemascope e l’assenza del commento fuori campo. Il suo primo lungometraggio, Banditi ad Orgosolo, ottiene il premio Opera prima al Festival di Venezia del 1961. Fra i suoi numerosi altri film, va ricordato, in particolare, Diario di un maestro (1973), storia di un giovane maestro in una scuola elementare in un sobborgo popolare di Roma. Nel 2006, gira Lettere dal Sahara, viaggio attraverso l’Italia di un giovane senegalese emigrato.
Salvo Cuccia conduce un lavoro di ricerca tra videoarte, fiction e nuove forme del documentario. Ha realizzato circa settanta lavori tra cui Weltanschauung (2006), Détour De Seta (2005) presentato da Martin Scorsese al Tribeca Film Festival e al Full Frame Documentary Film Festival 2005, vincitore del Genova Film Festival 2005. Ha vinto il 2° premio Spazio Italia al Torino film Festival 1995 con il corto Un sogno di lumaca. È stato aiuto regista di Raùl Ruiz. (aise)
venerdì 8 febbraio 2008
LUNEDÌ ALL’IIC DI STOCCOLMA UN INCONTRO LETTERARIO CON CLAUDIO MAGRIS
Oltre all’autore, interverranno alla presentazione, che inizierà alle 19 e verrà fatta in italiano e in svedese, Enrico Tiozzo e Ulla Åkerström, entrambi docenti dell’Università di Göteborg.
Prima dell’incontro, alle 18.00, verrà proiettato il film (’46) di Francesco Conversano e Nene Grignaffini "Fra il Danubio e il Mare – Il mondo di Claudio Magris". (aise)
mercoledì 30 gennaio 2008
ALL’IIC DI STOCCOLMA LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME "L'ITALIA IN SVEZIA DURANTE MILLE ANNI"
STOCCOLMA\ aise\ 29 gennaio 2008 - Verrà presentato domani, mercoledì 30 gennaio, alle ore 19.00, presso Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici" di Stoccolma, il libro "Italien i Sverige under tusen år" (L'Italia in Svezia durante mille anni) di Angelo Tajani e Salvatore Sibilia. Interverranno, oltre all'autore Angelo Tajani, anche il giornalista Francesco Saverio Alonzo e Stefano Rota del Dipartimento di Storia della Letteratura dell’Università di Stoccolma. (aise)
mercoledì 21 novembre 2007
Roberto Saviano racconta la mafia nell'era della globalizzazione a Stoccolma
News ITALIA PRESS, 19 novembre 2007
Stoccolma- L’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma organizza, per il prossimo 21 novembre, l’incontro con lo scrittore Roberto Saviano
Roberto Saviano è autore dell'acclamato libro Gomorra – Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, tradotto in svedese da Barbro Andersson, edito dalla casa editrice Brombergs.
Il libro tratta di come la criminalità organizzata controlla la globalizzazione dell’economia.
Saviano discuterà su questo difficile tema con la giornalista Kristina Kappelin.
La discussione avverrà in italiano e svedese.
Roberto Saviano è nato nel 1979 a Napoli. Si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo. Collabora con quotidiani e periodici, quali La Repubblica, L’Espresso Il Manifesto ed Il Corriere del Mezzogiorno.
Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, Lo Straniero, Nazione Indiana, Sud, e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum Fax 2005), e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo 2005). In modo particolare la sua notorietà è dovuta agli interventi su vari blog, come www.NazioneIndiana.com. Saviano fa anche parte del gruppo di ricercatori dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità. Il suo primo libro, Gomorra (edito da Mondadori), è uscito a maggio del 2006. Si tratta di uno sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, che ha ottenuto da subito un grande successo. Per questo motivo, ha subíto pesanti minacce (confermate da dichiarazioni
di collaboratori di giustizia) e dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli, gli è stata conferita una scorta
e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli. Roberto Saviano con Gomorra ha vinto: il Premio Viareggio-Repaci Opera Prima, il Premio Giancarlo Siani, il Premio Dedalus, il Premio Lo Straniero, Il Premio Edoardo Kihlgren. News ITALIA PRESS
Stoccolma- L’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma organizza, per il prossimo 21 novembre, l’incontro con lo scrittore Roberto Saviano
Roberto Saviano è autore dell'acclamato libro Gomorra – Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, tradotto in svedese da Barbro Andersson, edito dalla casa editrice Brombergs.
Il libro tratta di come la criminalità organizzata controlla la globalizzazione dell’economia.
Saviano discuterà su questo difficile tema con la giornalista Kristina Kappelin.
La discussione avverrà in italiano e svedese.
Roberto Saviano è nato nel 1979 a Napoli. Si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo. Collabora con quotidiani e periodici, quali La Repubblica, L’Espresso Il Manifesto ed Il Corriere del Mezzogiorno.
Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, Lo Straniero, Nazione Indiana, Sud, e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum Fax 2005), e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo 2005). In modo particolare la sua notorietà è dovuta agli interventi su vari blog, come www.NazioneIndiana.com. Saviano fa anche parte del gruppo di ricercatori dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità. Il suo primo libro, Gomorra (edito da Mondadori), è uscito a maggio del 2006. Si tratta di uno sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, che ha ottenuto da subito un grande successo. Per questo motivo, ha subíto pesanti minacce (confermate da dichiarazioni
di collaboratori di giustizia) e dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli, gli è stata conferita una scorta
e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli. Roberto Saviano con Gomorra ha vinto: il Premio Viareggio-Repaci Opera Prima, il Premio Giancarlo Siani, il Premio Dedalus, il Premio Lo Straniero, Il Premio Edoardo Kihlgren. News ITALIA PRESS
domenica 18 novembre 2007
Mondovì piange la scomparsa di Giacomo Oreglia
Con un telegramma inviato all’addetto reggente dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, dott. Raffaele Pentangelo, il sindaco di Mondovì, Stefano Viglione, ha espresso il cordoglio suo personale e dell’intera cittadinanza per la scomparsa del professor Giacomo Oreglia, deceduto a Stoccolma all’età di 83 anni.
«Il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale di Mondovì - si legge nella missiva -unitamente all’intera cittadinanza, piangono la scomparsa dell’illustre concittadino Giacomo Oreglia, uomo di arti e lettere, nonché lucido testimone del nostro tempo».
Nato a Mondovì nel 1924, Oreglia si era trasferito in Svezia nel 1949. Saggista, ideologo, scrittore, poeta, regista teatrale e traduttore, è stato il maggior mediatore di cultura tra l’Italia e la Svezia. Ha infatti introdotto nel Paese scandinavo le liriche dei principali poeti italiani attraverso la casa editrice “Italica”, da lui fondata, che fece conoscere agli svedesi, tra gli altri, le opere di Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, entrambi poi premiati con il prestigioso Nobel per la Letteratura.
Il professor Oreglia, docente di letteratura italiana all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, è stato insignito dottore honoris causa dall’Università della capitale svedese ed ha pubblicato decine di volumi: Dalla Commedia dell’Arte alla Poesia Svedese, Commenti sulla Divina Commedia, Tommaso Campanella, La vita e l'opera di Dante Alighieri, Dante Anarca e i suoi sei maestri, Roma brucia.
sabato 17 novembre 2007
Dödsfall Giacomo Oreglia
HD, 17 novembre 2007
Giacomo Oreglia, författare, översättare och bokförläggare, Stockholm, har avlidit i en ålder av 83 år.
Han växte upp i Italien där han doktorerade vid universitetet i Turin 1948 och kom till Sverige året därpå som stipendiat. Giacomo Oreglia var under många år verksam som docent i litteratur- och teaterhistoria vid Italienska Kulturinstitutet och Stockholms universitet. Han utnämndes till hedersdoktor 1974.
Inför 80-årdagen prisades han av Svenska Akademien som ett erkännande för mångåriga insatser som kulturförmedlare mellan Italien och Sverige. På egna bokförlaget "Italica" har Giacomo Oreglia bland annat översatt August Strindberg, Pär Lagerkvist, Tomas Tranströmer och Harry Martinsson till italienska. Han har på svenska utgivit böcker om Dante Alighieri.
Giacomo Oreglia, författare, översättare och bokförläggare, Stockholm, har avlidit i en ålder av 83 år.
Han växte upp i Italien där han doktorerade vid universitetet i Turin 1948 och kom till Sverige året därpå som stipendiat. Giacomo Oreglia var under många år verksam som docent i litteratur- och teaterhistoria vid Italienska Kulturinstitutet och Stockholms universitet. Han utnämndes till hedersdoktor 1974.
Inför 80-årdagen prisades han av Svenska Akademien som ett erkännande för mångåriga insatser som kulturförmedlare mellan Italien och Sverige. På egna bokförlaget "Italica" har Giacomo Oreglia bland annat översatt August Strindberg, Pär Lagerkvist, Tomas Tranströmer och Harry Martinsson till italienska. Han har på svenska utgivit böcker om Dante Alighieri.
giovedì 15 novembre 2007
Stoccolma. E' morto Giacomo Oreglia
All’età di 83 anni è deceduto a Stoccolma Giacomo Oreglia, Saggista, ideologo, scrittore, poeta, regista teatrale e traduttore monregalese.
Cuneo, GR6 Notizie
Nato a Mondovì nel 1924, Oreglia si era trasferito in Svezia nel 1949. È stato il maggior mediatore di cultura tra l’Italia e la Svezia. Ha infatti introdotto nel Paese scandinavo le liriche dei principali poeti italiani attraverso la casa editrice “Italica”, da lui fondata, che fece conoscere agli svedesi, tra gli altri, le opere di Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, entrambi poi premiati con il prestigioso Nobel per la Letteratura. Il professor Oreglia, docente di letteratura italiana all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, è stato insignito dottore honoris causa dall’Università della capitale svedese ed ha pubblicato decine di volumi: Dalla Commedia dell’Arte alla Poesia Svedese, Commenti sulla Divina Commedia, Tommaso Campanella, La vita e l'opera di Dante Alighieri, Dante Anarca e i suoi sei maestri, Roma brucia.
Cuneo, GR6 Notizie
Nato a Mondovì nel 1924, Oreglia si era trasferito in Svezia nel 1949. È stato il maggior mediatore di cultura tra l’Italia e la Svezia. Ha infatti introdotto nel Paese scandinavo le liriche dei principali poeti italiani attraverso la casa editrice “Italica”, da lui fondata, che fece conoscere agli svedesi, tra gli altri, le opere di Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, entrambi poi premiati con il prestigioso Nobel per la Letteratura. Il professor Oreglia, docente di letteratura italiana all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, è stato insignito dottore honoris causa dall’Università della capitale svedese ed ha pubblicato decine di volumi: Dalla Commedia dell’Arte alla Poesia Svedese, Commenti sulla Divina Commedia, Tommaso Campanella, La vita e l'opera di Dante Alighieri, Dante Anarca e i suoi sei maestri, Roma brucia.
martedì 13 novembre 2007
Giacomo Oreglia tra Italia e Svezia
Corriere della Sera, 13 novembre 2007
È morto a Stoccolma Giacomo Oreglia, lo scrittore piemontese che per decenni ha promosso la lingua e la cultura italiana in Svezia. Aveva 83 anni. Saggista, poeta, regista e traduttore, Oreglia si era trasferito in Svezia nel 1949.
Attraverso l'attività dell'«Italica», la casa editrice da lui fondata, aveva fatto conoscere agli svedesi le liriche dei maggiori poeti italiani, da Salvatore Quasimodo a Eugenio Montale.
È morto a Stoccolma Giacomo Oreglia, lo scrittore piemontese che per decenni ha promosso la lingua e la cultura italiana in Svezia. Aveva 83 anni. Saggista, poeta, regista e traduttore, Oreglia si era trasferito in Svezia nel 1949.
Attraverso l'attività dell'«Italica», la casa editrice da lui fondata, aveva fatto conoscere agli svedesi le liriche dei maggiori poeti italiani, da Salvatore Quasimodo a Eugenio Montale.
È morto Oreglia, voce dell'Italia in Svezia
Aveva 83 anni, promosse la nostra cultura
Gazzetta del Sud, 13 novembre 2007 - È morto a Stoccolma all'età di 83 anni Giacomo Oreglia, lo scrittore piemontese che per decenni ha promosso la lingua e la cultura italiana in Svezia. Saggista, ideologo, poeta, regista teatrale e traduttore, Oreglia si era trasferito nel Paese scandinavo nel 1949.
In Svezia aveva portato le liriche dei maggiori poeti italiani attraverso l'Italica, la casa editrice da lui fondata, tradotte dall'allora segretario generale permanente della Accademia Reale di Svezia, l'italianista Anders Oesterling.
Le sue opere fecero conoscere agli svedesi Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, entrambi poi premiati con il Nobel. Ha pubblicato decine di volumi, dalla «Commedia dell'Arte» alla «Poesia Svedese», «Commenti sulla Divina Commedia», «Tommaso Campanella», «La vita e l'opera di Dante Alighieri», «Dante Anarca e i suoi sei maestri» e «Roma brucia».
Oreglia è stato docente di letteratura italiana all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e dottore honoris causa dell'Università della capitale svedese.
Dopo il Nobel a Quasimodo nel 1959, e a Montale nel 1975, Oreglia si era guadagnato la fama di personalità influente presso l'Accademia reale svedese, l'istituzione che assegna il prestigioso premio. Ma che Oreglia godesse comunque di questa stima in Svezia è provato appunto dalla laurea honoris causa ricevuta dall'Università di Stoccolma.
Gazzetta del Sud, 13 novembre 2007 - È morto a Stoccolma all'età di 83 anni Giacomo Oreglia, lo scrittore piemontese che per decenni ha promosso la lingua e la cultura italiana in Svezia. Saggista, ideologo, poeta, regista teatrale e traduttore, Oreglia si era trasferito nel Paese scandinavo nel 1949.
In Svezia aveva portato le liriche dei maggiori poeti italiani attraverso l'Italica, la casa editrice da lui fondata, tradotte dall'allora segretario generale permanente della Accademia Reale di Svezia, l'italianista Anders Oesterling.
Le sue opere fecero conoscere agli svedesi Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, entrambi poi premiati con il Nobel. Ha pubblicato decine di volumi, dalla «Commedia dell'Arte» alla «Poesia Svedese», «Commenti sulla Divina Commedia», «Tommaso Campanella», «La vita e l'opera di Dante Alighieri», «Dante Anarca e i suoi sei maestri» e «Roma brucia».
Oreglia è stato docente di letteratura italiana all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e dottore honoris causa dell'Università della capitale svedese.
Dopo il Nobel a Quasimodo nel 1959, e a Montale nel 1975, Oreglia si era guadagnato la fama di personalità influente presso l'Accademia reale svedese, l'istituzione che assegna il prestigioso premio. Ma che Oreglia godesse comunque di questa stima in Svezia è provato appunto dalla laurea honoris causa ricevuta dall'Università di Stoccolma.
Grave lutto per la cultura italiana in Svezia
News ITALIA PRESS, 12 novembre 2007
È deceduto nella scorsa notte (12/11) a Stoccolma all'ètà di 83 anni Giacomo Oreglia Era nato a Mondovì nel 1924 e dal 1949 si era trasferito in Svezia.
Saggista, ideologo, scrittore, poeta, dibattitore, regista teatrale e traduttore, è stato il maggior maediatore di cultura tra l'Italia e la Svezia.
Ha introdotto nel Paese scandinavo le liriche dei maggiori poeti italiani attraverso l'ITALICA, la casa editrice da lui fondata, che fecero conoscere agli svedesi Salvatore Quasimodo e Eugenio Montale, ambedue poi premiati con il prestigioso Nobel. Ha inoltre ha tradotto e pubblicato antologie dei più noti poeti svedesi.
Ha pubblicato decine di volumi, dalla Commedia dell'Arte alla Poesia Svedese, Commenti sulla Divina Commedia, Tommaso Campanella, La vita e l'opera di Dante Alighieri, Dante Anarca e i suoi sei maestri e Roma brucia.
Giacomo Oreglia è stato docente di letteratura italiana all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma ed è stato insignito dottore honoris causa dall'Università della capitale svedese. News ITALIA PRESS
venerdì 9 marzo 2007
A Stoccolma Corrado Calabrò
News ITALIA PRESS, 8 marzo 2007
Stoccolma - In occasione della presentazione della raccolta di poesie "Älskaren och havet" ("L'amante e il mare") pubblicata dalla casa editrice Symposion, avrà luogo lunedí 12 marzo nella sala Nervi dell'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici" un incontro con l'autore Corrado Calabrò.
All'evento, promosso ed organizzato dal suddetto Istituto in collaborazione con la fondazione "C.M. Lerici" e l'Unione degli Scrittori Svedesi, prenderanno parte l'Ambasciatore d'Italia Francesco Caruso, il responsabile per le relazioni internazionali dell'Unione degli Scrittori Svedesi, Henrik C. Enbohm e lo scrittore Tomas Lappalainen, assai noto negli ambienti locali in quanto autore numerose pubblicazioni sull'Italia. Corrado Calabrò, autore di una decina di volumi di poesia e del romanzo "Ricorda di dimenticarla", da cui recentemente è stato tratto il film "Il mercante di pietre" di Renzo Martinelli, rappresenta una delle voci piú autorevoli della poesia italiana del secondo Novecento, che non è facilmente riconducibile a scuole o a modelli letterari. Nel corso della serata l' attrice Vanda Monaco Westerstahl leggerá in italiano e svedese alcune poesie scelte. News ITALIA PRESS
Stoccolma - In occasione della presentazione della raccolta di poesie "Älskaren och havet" ("L'amante e il mare") pubblicata dalla casa editrice Symposion, avrà luogo lunedí 12 marzo nella sala Nervi dell'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici" un incontro con l'autore Corrado Calabrò.
All'evento, promosso ed organizzato dal suddetto Istituto in collaborazione con la fondazione "C.M. Lerici" e l'Unione degli Scrittori Svedesi, prenderanno parte l'Ambasciatore d'Italia Francesco Caruso, il responsabile per le relazioni internazionali dell'Unione degli Scrittori Svedesi, Henrik C. Enbohm e lo scrittore Tomas Lappalainen, assai noto negli ambienti locali in quanto autore numerose pubblicazioni sull'Italia. Corrado Calabrò, autore di una decina di volumi di poesia e del romanzo "Ricorda di dimenticarla", da cui recentemente è stato tratto il film "Il mercante di pietre" di Renzo Martinelli, rappresenta una delle voci piú autorevoli della poesia italiana del secondo Novecento, che non è facilmente riconducibile a scuole o a modelli letterari. Nel corso della serata l' attrice Vanda Monaco Westerstahl leggerá in italiano e svedese alcune poesie scelte. News ITALIA PRESS
giovedì 8 marzo 2007
Gli AVION TRAVEL in Svezia
News ITALIA PRESS , 7 marzo 2007
In occasione dell'evento Panorama Italia 2007 nell'ambito della manifestazione mondiale Italian Festival l'Ambasciatore d'Italia nel Regno di Svezia, Francesco Caruso, e il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici", Giuseppe Manica, organizzano un concerto degli AVION TRAVEL Venerdì 30 marzo, presso la Sala Grünewald della Concert Hall di Stoccolma.
Il gruppo Avion Travel, formatosi a Caserta nel 1980, ha vinto il Festival di San Remo nel 2000. Ha effettuato numerosissime tournée di concerti in Italia ed in Europa ed ha appena pubblicato il suo quattordicesimo album, intitolato "Danson metropoli - Canzoni di Paolo Conte".
Il programma del concerto comprende canzoni nuove composte dal gruppo e brani tra i più noti della tradizione classica italiana, arrangiati ed interpretati in maniera originalissima ed accattivante. News ITALIA PRESS
In occasione dell'evento Panorama Italia 2007 nell'ambito della manifestazione mondiale Italian Festival l'Ambasciatore d'Italia nel Regno di Svezia, Francesco Caruso, e il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici", Giuseppe Manica, organizzano un concerto degli AVION TRAVEL Venerdì 30 marzo, presso la Sala Grünewald della Concert Hall di Stoccolma.
Il gruppo Avion Travel, formatosi a Caserta nel 1980, ha vinto il Festival di San Remo nel 2000. Ha effettuato numerosissime tournée di concerti in Italia ed in Europa ed ha appena pubblicato il suo quattordicesimo album, intitolato "Danson metropoli - Canzoni di Paolo Conte".
Il programma del concerto comprende canzoni nuove composte dal gruppo e brani tra i più noti della tradizione classica italiana, arrangiati ed interpretati in maniera originalissima ed accattivante. News ITALIA PRESS
mercoledì 31 gennaio 2007
OMAGGIO DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI STOCCOLMA A GIOSUÈ CARDUCCI NELLA RICORRENZA DEL CENTENARIO DELLA MORTE
L’evento, promosso ed organizzato dall’Istituto stesso in collaborazione con la fondazione C.M. Lerici, sarà incentrato sulla presentazione del libro recentemente edito da Bompiani dal titolo "Giosuè Carducci. Scrittore, politico, massone" di Aldo Alessandro Mola, docente di storia contemporanea presso l’Università di Milano ed autore di opere e saggi tra i quali "Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni", "Storia della monarchia in Italia", "Giolitti, lo statista della Nuova Italia" e "Silvio Pellico. Carbonaro, cristiano e profeta della nuova Europa".
Interverranno, oltre all’autore, Sven Björkman, professore emerito di lingue romanze presso l’Università di Uppsala, ed Enrico Tiozzo, docente di lingua e letteratura italiana presso l’Università di Göteborg.
L’evento risulta particolarmente atteso negli ambienti locali, in quanto il libro di Mola, frutto di una lunga ed accurata attività di ricerca, ha catturato l’attenzione non solo della stampa italiana ma anche di quella svedese attraverso i suoi quotiani più diffusi, quali il Dagens Nyheter e lo Svenska Dagbladet. (aise)
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